FILIPPO LANDINI ARCHITETTO

Greda

Progetto ammesso alla seconda fase.

E’ quasi inevitabile e doveroso oggi affrontare la questione della sostenibilità e del risparmio energetico nella pratica architettonica, sebbene tali termini e concetti rischino di essere abusati o troppe volte citati, perdendo così il loro effettivo valore.

Un’azione è ecocompatibile e quindi sostenibile quando riusciamo a soddisfare i nostri bisogni senza diminuire la capacità di fare altrettanto, per le future generazioni.

La sostenibilità dovrebbe diventare sempre più elemento intrinseco del vivere quotidiano e pertanto anche del costruire, trasversale rispetto ai differenti temi dell’architettura, è una necessità ed un’occasione per ristabilire un nuovo tipo di relazione tra uomo ed ambiente.

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Nel progetto per la sede della ditta Greda l’attenzione al “think green” (GREenDA) conduce a risultati sostenibili in modo naturale e diventa fatto non solamente di pensiero, ma anche elemento fisico da fruire e vedere, tratto distinguibile, riconoscibile anche percorrendo l’autostrada.

Abolita l’idea di un fronte strada compatto e totalmente edificato, il progetto prevede di arretrare l’edificio tramite l’inserimento di un terrapieno verde percorribile e protetto da una serie di cespugli dissuasori, che, modellandosi ed articolandosi in forme differenti fino a raggiungere la copertura, offre la possibilità di una grande promenade tra natura e acqua.

Il fronte prospiciente l’autostrada diventa paradigma e manifesto dei valori in cui crede l’azienda.

L’edificio si compone di due volumi separati, ma ben collegati internamente, che si aprono su un arioso cortile interno e sono caratterizzati ognuno da una differente funzione. Il primo, aperto al pubblico, dove trova posto lo store, ha un accesso esclusivamente pedonale e indipendente a quota 0.00, a breve distanza dai parcheggi posti sul fronte strada, mentre il secondo, più privato e di rappresentanza, oltre che dall’autorimessa seminterrata, è raggiungibile a piedi attraverso una rampa, situata all’interno del terrapieno e protetta da un cancello a scomparsa, che salendo a quota + 2,00 metri conduce all’ingresso principale, posto in una sorta di piccola piazza d’acqua.

Il fronte sul lato autostrada presenta dunque un solo accesso carraio, destinato principalmente alle autovetture, ma fruibile eventualmente anche da furgoni e camion, mentre tutto il traffico “pesante” è gestito tramite gli accessi posti su Via Bohr e Plank, meglio raggiungibili tramite la viabilità di comparto. Tale scelta permette di tenere separate le attività legate alla produzione e magazzino da quelle di rappresentanza o aperte al pubblico e, soprattutto, consente di evitare la circuitazione dell’intero lotto da parte dei mezzi pesanti, recuperando totalmente a giardino la porzione di terreno a Sud che corre a fianco delle vetrate dello store. Una sorta di “circuito” per i camion si verrà a creare a seguito della costruzione del secondo stralcio, che, con opportune attenzioni, non andrà ad interferire con le attività svolte negli edifici già realizzati. I due fabbricati, sorgeranno ognuno all’interno del proprio lotto autonomo, con la possibilità, in ogni caso di essere interconnessi da un sistema di collegamenti protetti da pensiline e pareti a saracinesca.

La sostenibilità ed il risparmio energetico si coniugano e si traducono anche in aspetti di benessere individuale, quali comfort termico, acustico, benessere fisico e psicologico.

La scelta di realizzare un cortile interno, oltre a migliorare la qualità degli affacci, consentendo la vista sul “cuore verde” del progetto, permette anche di moltiplicare il numero delle pareti vetrate e di conseguenza di illuminare al meglio gli spazi interni del’edificio dedicati alle diverse attività.

Il progetto pone grande attenzione all’interazione tra luce e spazio e alle capacità della prima di qualificare e plasmare il secondo.

La luce ha un ruolo decisivo nella percezione degli spazi in cui viviamo, non solo in relazione alla piacevolezza degli stessi, ma anche in rapporto al benessere psico-fisico che deriva dal sostare o vivere in un ambiente ben illuminato. E’ scientificamente dimostrato che la luce naturale regola le diverse funzioni organiche del corpo, ed è responsabile del benessere umano, mentre l’illuminazione artificiale è una delle principali cause della cosiddetta “Sick Building Sindrome”.

 

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Lo spazio è pensato in progetto, come spazio per un “abitare felice”, sintesi tra architettura e natura, aperto alle relazioni umane, ma capace di ricreare intimità.

Dalla piazza d’acqua si accede direttamente nella hall, perno distributivo dell’intero edificio. Qui, la scala in ferro che si libera nel doppio volume, individua, senza separarle, due differenti funzioni: la reception vera e propria e la zona di attesa, più appartata ed illuminata in modo zenitale dall’alto camino di luce.

Di fronte all’uscita dell’ascensore e facilmente raggiungibile dagli uffici, si trova l’accesso alla spa, spazio completamente dedicato al relax, affacciato ad Ovest e filtrato da una serie di tronchi di betulla disposti in verticale. Sempre alla quota del piano rialzato si trovano le salette di primo ascolto, totalmente vetrate, ma ombreggiate dallo sporto del piano superiore. La spa e i piccoli padiglioncini sembrano galleggiare sull’acqua e proprio grazie a questo tipo di affaccio, che non permette a chi si trova ancora all’esterno dell’edificio di avvicinarsi, ritrovano la loro privatezza.

Sul lato opposto rispetto alle salette di primo ascolto è collocato il passaggio che conduce alla zona eventi, ampio volume caratterizzato dalla presenza di una balconata che oltre all’affaccio permette, tramite una piccola scala metallica, il collegamento diretto con il cortile interno.

Un doppio sistema di scale e rampe posto alle due estremità della zona eventi collega verticalmente i parcheggi seminterrati con il cuore degli uffici, ed orizzontalmente l’ala Nord con quella Sud posta a quota 0.00 dove si trovano lo store e lo show-room.

Caratterizzato da un volume a tutta altezza, al quale si accede da una zona segnata da un soffitto ribassato, lo show-room si apre, con uno sguardo privilegiato, sul cortile interno, al quale si collega tramite una piccola passerella sull’acqua che ne borda il confine. Un taglio basso lascia entrare all’interno di questo spazio il riverbero della luce sull’acqua.

Lo store e la zona esposizione occupano quasi totalmente il lato Sud, aprendosi sullo spazio del giardino con ampie vetrate protette da una sottile veletta in cemento armato. Sia la zona eventi che lo store sono direttamente collegati con il magazzino e la zona soppalco dello stesso, anche tramite montacarichi.

Al piano primo il living, dotato di cucina e relativi servizi, occupa la testa del volume posto più a Nord, presentando comunque gli affacci principali sui fronti Sud ed Ovest, sul cortile interno e una volta traguardata l’autostrada, sulla campagna.

La zona living è collegata direttamente ad una terrazzatura, proseguimento naturale del terrapieno, raggiungibile anche dall’esterno tramite una scala completamente immersa nel verde.  Sulla terrazza trova posto un bar utilizzabile anch’esso come luogo per gli eventi e ulteriormente collegato, tramite una scala posta sempre in esterno, con il tetto giardino del fabbricato posto più a Nord. Questa lunga passeggiata nel verde, risulta dunque possibile anche non accedendo mai all’interno dell’edificio e consente ai clienti e ad eventuali visitatori, di potere essere accompagnati e prendere visione sia del sistema impiantistico che del giardino posti in copertura,  senza mai interagire con le attività lavorative interne.

La maggior parte del piano primo è occupata dalle zone uffici: che siano organizzati in open-space o in uffici chiusi (uffici presidenziali), tutti questi luoghi di lavoro sono caratterizzati dalla presenza di piccoli patii vetrati o giardini pensili che se da una parte permettono l’ingresso di una luce diffusa, dall’altra, consentono agli utenti la possibilità di uscire all’aria aperta.

Oltre a questa serie di piccoli patii interni tutti gli ambienti sono illuminati anche dalle finestrature sulle pareti perimetrali, che permettono, inoltre, la ventilazione naturale nelle stagioni intermedie.

Le grandi vetrate poste a Sud e Ovest, sono schermate da un sistema di frangisole lignei, che in contrapposizione ai volumi pieni di cemento lisciato delle pareti, evidenziano le porzioni vetrate e forniscono agli ambienti retrostanti una buona protezione dall’irraggiamento solare estivo.

La casa del custode è stata ubicata al primo piano, per potere liberare spazio al piano terra, dove è invece stata collocata una guardiola e zona monitor nella quale il custode potrà svolgere attività di servizio alla ditta.

 

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